“Il teatro non è indispensabile. Serve solo ad attraversare le frontiere fra te e me” (J. Grotowski)

 

© 2020 ASSOCIAZIONE ARTISTICA TEATRO DELLE ORTICHE

IL MONDO OFF

L’attenzione verso nuovi linguaggi, dalla regia alla scelta o (talvolta) scrittura dei testi e dei temi trattati, è l’altra vera anima del Teatro delle Ortiche. Siamo sempre pronti alla ricerca, allo studio e all'approfondimento di nuovi metodi e letture della realtà. Siamo aperti a sperimentare, stupire e soprattutto lasciarci stupire.

MAMME 3.0 - SERVIZIO PERMANENTE AFFETTIVO

di Caterina Riccomini, Daniela Zangara, Cristina Maffia, Gaia Marchetti, Vittorio Attene

regia di Vittorio Attene

costumi di Caterina Riccomini

costumi e scene di Caterina Riccomini

musiche di Vittorio Attene

 

Mamma, mamma... che dolce pronunciare questa parola, le labbra si uniscono e si dividono...

Partendo dalle nostre personali esperienze di figlie e di madri, nasce nel 2014 la prima vera creatura del Teatro delle Ortiche, un percorso a più mani, un testo senza sconti, libero e talvolta spietato.

Che cosa significa oggi essere madre? È possibile che una donna decida consapevolmente di non diventarlo mai? Come sono e come vivono le mamme oggi? Cosa si può nascondere dietro a un rapporto madre-figlio estremo e “patologico”? Esiste un unico modo o un modo “giusto” per essere madri? Una madre può anche sbagliare?

Facciamo i conti con quella che da sempre è stata la visione tradizionale ed edulcorata della figura materna, totalizzante e senza riserve e domandandoci in fondo quanto poterla considerare ancora attuale.

Lo spettacolo prende lentamente vita in quadri, composti da monologhi e scene corali, in cui si esplora il mondo delle mamme con ironia e leggerezza o anche in maniera profonda e drammatica, cercando sempre di scavare in profondità nelle pieghe, sempre più fitte, di questo difficilissimo “mestiere a vita”.


Madri che fanno i conti con il loro ruolo cercando disperatamente di “accettarlo”, figlie che vivono solitudini e debolezze dei genitori, il rapporto tra il proprio corpo e l’eterna giovinezza, donne che vorrebbero diventare madri ma non possono e altre che non vogliono affatto, in un viaggio fortemente introspettivo, divertente e profondo, drammatico e sconvolgente, distante dall'immagine retorica della tradizione per cui “la mamma è sempre la mamma”.

Diversi gli spaccati di vita di madri in cui abbiamo scelto di addentrarci, finestre su un mondo in continua evoluzione: è per questo che ci piace definire “Mamme 3.0”come un continuo work in progress, uno spettacolo fluido, senza una reale conclusione, in cui si osservano i tempi che cambiano continuamente gli schemi passati, in una rincorsa verso un’idea di famiglia, cellula primaria della nostra società, che non sempre ascolta, che non sempre accoglie.

In un’analisi coraggiosa, libera e talvolta spietata, lo spettacolo vuole rendere omaggio a quello che è un “mestiere” duro, pur se meraviglioso, in cui da sempre la donna è alle prese con un vero e proprio “servizio permanente affettivo”.

A PORTE CHIUSE

di Jean-Paul Sartre

regia di Vittorio Attene

IN PREPARAZIONE