L'IMPORTANZA DI ESSERE ONESTO

Dal momento in cui Agenore mi disse di avere un amico di nome Onesto, ho sentito che ero destinata ad amarvi”.

Commedia divertente e ironica, caustica e dissacrante, in cui primeggiano l'intrigo, l'equivoco, i non-sense e la feroce condanna dei pilastri dell’angusta società vittoriana.
Giovanni Worthing, uomo dagli sconosciuti natali, vive in campagna insieme a Cecilia, una ragazza diciottenne su cui esercita la tutela, e con l'istitutrice di quest'ultima, Miss Prism. Decide di recarsi a Londra e di frequentare i salotti cittadini presentandosi come Onesto: in realtà intende soprattutto visitare la casa dell'amico Agenore Moncrieff, allo scopo di incontrarne la cugina Guendalina, della quale è intenzionato a chiedere la mano.

Questa «commedia frivola per persone serie» ritrae un arguto e pungente scorcio dell’aristocrazia inglese, un mondo dove la forza degli individui risiede in quello che dicono e non in quello che fanno, nel blasone e non nelle idee. Ernesto (Onesto) è l’uomo che tutte le dame – e non solo... – vorrebbero avere. E per aggiudicarselo sarebbero disposte a tutto. Vanno così in scena, complici inconsapevoli, fiducia e finzione, sincerità e calcolo, onestà e manipolazione, in un’esplosione ininterrotta di battute sferzanti, molte delle quali memorabili come aforismi.

Ci siamo lasciati guidare dal senso di ambiguità costante della storia, a tratti quasi non-sense e dalla continua ricerca del bello, tutti elementi ben noti del pensiero e della vita di Oscar Wilde. La decisione di rendere omaggio all'autore, alla sua ideologia e anche al suo stile di vita, ha guidato alcune scelte registiche e di caratterizzazione dei personaggi ma anche la creazione dei costumi e le scenografie, con richiami a Jean-Paul Gaultier e al capovolgimento dei cliché di genere fino ad arrivare a Lewis Caroll e al mondo di Alice.

 

I personaggi si muovono continuamente da un salotto all'altro “in virtù dell’apparenza” e rappresentano quasi dei tipi fissi, che non vivono una reale evoluzione psicologica, ingabbiati da quello che loro stessi inseguono e alla continua ricerca di escamotage per scappare. “L’importanza di essere Onesto” è ricca di paradossi ed è essa stessa un paradosso: un nome può essere davvero più importante di una persona. E, dopo aver riso per il lato umoristico della faccenda, non resta che riflettere e domandarsi quanto ciò accada spesso nella realtà.

“Il teatro non è indispensabile. Serve solo ad attraversare le frontiere fra te e me” (J. Grotowski)

 

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